Titania

Titania

Titania è il satellite maggiore di Urano, il penultimo in ordine di distanza dal pianeta e l’ottavo per grandezza del Sistema Solare. Fu scoperto da William Herschel nel 1787 e il suo nome deriva dalla “Regina delle Fate” di “Una notte di mezza estate” di Shakespeare. Il suo diametro di 1.578 km, ha una massa di 3,5∙1.021 kg e possiede una densità di circa 1,7 g/cm3. Il semiasse maggiore dell’orbita misura 436.000 km mentre il periodo di rivoluzione è di 8,71 giorni. La riflettività della sua superficie è di circa il 28%. Risulta molto simile al vicino Oberon, perché oltre alle dimensioni quasi identiche, hanno densità e albedo simili. Dalle osservazioni spettroscopiche si è potuto rivelare che il costituente principale della crosta è il ghiaccio, ma dalla contemporanea bassa riflettività superficiale si può dedurre che il ghiaccio è molto probabilmente mescolato a detriti meteoritici più scuri. Le foto scattate nel 1986 dalla sonda Voyager II, mostrano una superficie molto segnata dai crateri di impatto. Rispetto a Oberon i crateri di maggiori dimensioni sono di meno, questo suggerendo che Titano è stato la sede di un’attività geologica, che ha cancellato in parte i segni del bombardamento meteoritico primordiale. Il satellite è formato da ghiaccio e roccia in proporzioni all’incirca uguale con una distribuzione differenziata in un nucleo di roccia e un mantello di ghiaccio mentre una fascia di acqua liquida potrebbe essere presente tra il nucleo e il mantello. Lo spessore di questo mondo acquoso, ammesso che esista, potrebbe arrivare fino a 50 chilometri e la sua temperatura arrivare a – 83° circa. La superficie di Titania che si presenta un po’ scura e leggermente rossa appare come se fosse stata forgiata sia da impatti meteorici che da processi endogeni. È ricoperta da molti crateri da impatto che raggiungono anche i 326 km di diametro, come il cratere Gertrude, ed inoltre è attraversato da un insieme di smisurati canyon e scarpate. L’orbita di Titania non è molto eccentrica e ed è pochissimo inclinata rispetto all’equatore di Urano. Il suo periodo orbitale coincide con il suo periodo di rotazione, pertanto è un satellite in rotazione sincrona con il suo pianeta, con un lato sempre rivolto verso Urano. Poiché Urano orbita intorno al Sole quasi su un fianco e le sue lune orbitano nel piano equatoriale del pianeta, esse, compresa Titania, sono soggette ad un ciclo stagionale molto estremo. Infatti entrambi i poli passano 42 anni al buio completo e altri 42 anni alla luce solare continua. Oltre all’acqua, l’altro composto riconosciuto sulla superficie del satellite con la spettroscopia infrarossa è l’anidride carbonica. La sua origine per gli scienziati non è abbastanza chiara. Potrebbe essere stata prodotta da carbonati o materiali organici sotto l’influenza della radiazione ultravioletta solare o delle particelle cariche provenienti dalla magnetosfera di Urano. Quest’ultimo processo spiegherebbe l’asimmetria nella sua distribuzione, poiché l’emisfero di coda, regione con una più alta percentuale di anidride carbonica, è soggetto a una più intensa influenza magnetosferica rispetto a quello di testa, dove se ne registra una quantità minore. Un’altra spiegazione per gli studiosi potrebbe essere il degassamento della CO2 primordiale intrappolata nel ghiaccio d’acqua all’interno di Titania. Gli studiosi hanno identificato tre caratteristiche geologiche su Titania: crateri, chasmata (canyon) e rupes (scarpate). Alcuni crateri, come per esempio, Ursula e Jessica, sono circondati da materiale espulso, ejecta, luminoso, che formano raggiere di ghiaccio relativamente fresco, mentre tutti i grandi crateri di Titania presentano fondi piatti e picchi centrali, a differenza di Ursula che ha un pozzo al centro.La presenza di anidride carbonica sulla superficie indica che Titania potrebbe avere una tenue atmosfera di CO2, molto simile a quella della luna gioviana Callisto, ma è molto improbabile che siano presenti altri gas, come azoto o metano, in quanto la debole gravità della luna non avrebbe potuto impedire loro di disperdersi nello spazio. L’incontro più ravvicinato con Titania lo ha avuto la sonda Voyager II durante il flyby di Urano avvenuto nel gennaio 1986 ad una distanza minima tra il Voyager II e Titania di 365.200 km. In queste condizioni le migliori immagini di questa luna hanno raggiunto una risoluzione di circa 3,4 km. Solo Miranda e Ariel sono stati fotografati con una risoluzione maggiore. Una curiosità: se ci dovessimo posizionare sull’emisfero del satellite rivolto verso Urano, il pianeta rimarrebbe immobile sulla volta celeste, raggiungendo una dimensione di 20 volte la Luna piena vista dalla Terra.