Teti

Teti 

Il nome Teti deriva dal greco Τηϑύς e nella mitologia è la Dea greca del mare. Secondo il mito è figlia di Urano e di Gea, moglie di Oceano, dal quale ebbe più di 3.000 figli, tra cui le Oceanine, che non sono altro che le personificazioni dei fiumi di tutto il mondo, delle sorgenti e delle fonti.
Questo satellite di Saturno, il quinto in ordine di grandezza, fu scoperto da Giovanni Domenico Cassini il 21 marzo del 1684. Ha un diametro di 1.048 km, una massa pari a 7,5∙1020 kg e una densità di circa 1,3 g/cm3. Insieme a Calipso e Telesto, altri due piccoli satelliti di Saturno percorre un’orbita quasi perfettamente circolare, avente un raggio di 295.000 km. Il suo periodo di rivoluzione è pari a 1,89 giorni. La superficie ha un’elevata riflettività, del 70% circa, e si contraddistingue da un elevato numero di crateri. L’alta riflettività della superficie fa pensare che sia formata da ghiaccio. Ma il ghiaccio, insieme ai silicati, deve rappresentare anche uno dei principali costituenti dell’interno del satellite, dato che la sua densità supera quella dell’acqua anche se di poco. La sua temperatura superficiale media è di – 187°
La sua superficie di Teti contiene anche numerose crepe causate dalle fratture nel ghiaccio e si possono individuare due tipi di zone, una composta da porzioni di territorio con molti crateri e l’altra che si presenta di colore scuro includente una cintura poco craterizzata che si estende attorno alla luna. Quest’ultima regione è la prova che Teti fu nel passato internamente attiva.
L’emisfero occidentale di Teti è padroneggiato da un enorme cratere da impatto di nome Odisseo, il cui diametro è di 400 km, estendendosi perciò per circa 2/5 di Teti stessa. Questo cratere si presenta quasi piatto, cioè conforme alla forma sferica del satellite, così come i crateri su Callisto, senza, pertanto, le montagne ad anello o i picchi centrali che sono invece visibili sulla Luna e su Mercurio. Questa particolarità è presumibilmente causata dal franamento della delicata crosta ghiacciata di Teti poco dopo la sua formazione.
La sua seconda struttura principale è rappresentata da un’enorme valle chiamata Ithaca Chasma.
La prima sonda che si avvicinò a Teti fu, l’1 settembre 1979, il Pioneer 11, che si avvicinò a 329.197 km dal satellite, mentre il 12 novembre 1980, il Voyager I si avvicinò a Tethys ad una distanza di 415.670 km. Il Voyager II passò molto più vicino, alla distanza di 93.000 km riprendendo le migliori foto delle missioni Voyager rilevando, infatti, particolari dalla risoluzione di 2 km.
Da ultimo, la sonda Cassini ha effettuato diversi flyby di Teti, il più radente dei quali è avvenuto il 23 settembre 2005 quando si accostò alla luna ad una distanza di 1.503 km. Cassini, durante le sorvolate di Teti, ha mappato la sua superficie con una risoluzione di 0,29 km.