Ultime su Marte 

Giacimenti visibili o appena sotto la superficie. E a latitudini più accessibili dei poli. Potranno essere sfruttati in futuro per il fabbisogno d’acqua dei primi insediamenti umani. Individuati dalla sonda della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter.

Ci sono miniere di ghiaccio a cielo aperto su Marte. Ghiaccio visibile o appena sotto la superficie. Ghiaccio da farci l’acqua, una volta che i primi pionieri avranno lasciato l’orma del loro stivale da astronauta sulla regolite rossa. Come le antiche civiltà sono state figlie dei grandi fiumi (il Tevere, il Nilo, il Tigri e l’Eufrate e il Fiume giallo) così un giorno le colonie di una nuova civilizzazione si potranno insediare vicino a depositi ghiacciati, come quelli scoperti grazie alla sonda della Nasa, Mars Reconnaissance Orbiter.
La presenza di ghiaccio sotto la superficie del pianeta rosso è nota già da tempo, le immagini e i dati inviati da Mro mostrano però ricchi depositi esposti alla luce del Sole, o a una profondità di appena uno o due metri, dunque facilmente raggiungibili per essere sfruttati come riserve d’acqua.

Sono gli stessi scienziati che hanno pubblicato un articolo su “Science”, con i dettagli della scoperta, a suggerire questi luoghi come candidati per lo sfruttamento di una risorsa così rara (almeno come accessibilità e facilità di utilizzo) fuori dal nostro pianeta. In più, si trovano a latitudini relativamente basse, attorno ai 55 gradi, e non ai poli, come nel caso delle grandi calotte, luoghi inospitali, difficili da prendere in considerazione per un insediamento. Secondo il team composto da geologi e planetologi di varie università ed enti di ricerca statunitensi, questi depositi sono il risultato delle nevicate che interessano Marte anche a latitudini medie. Strati di neve che si è depositata nel corso di un miliardo di anni e che si è “cementificata”, diventando ghiaccio spesso decine di metri. I diversi strati dei depositi, inoltre, potrebbero conservare la ‘memoria’ di come è cambiato e si è evoluto il clima marziano attraverso diverse epoche, un po’ come la stratigrafia che possiamo leggere nelle carote del terreno o di ghiaccio qui sulla Terra. Le immagini, prese a diversi intervalli di tempo, mostrano anche come sta cambiando il paesaggio di Marte. Una piccola finestra sulla lenta evoluzione di un pianeta che appare per lo più immobile e congelato (a eccezione dei “diavoli” di polvere). Il ghiaccio esposto, infatti, a causa della bassa pressione, sublima molto rapidamente, dando vita a movimenti e dissesti con cadute di massi da queste scarpate di ghiaccio.

Fonte: La Repubblica.it 11.01.2018