oberon

Oberon 

Oberon è il satellite di Urano più esterno al pianeta. Il suo nome deriva da Oberon, il re delle fate, tratto dalla commedia di Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”. Fu scoperto l’11 gennaio del 1787 da William Herschel. Inizialmente Oberon fu segnalato come il secondo satellite di Urano e nel 1848 fu designato come Urano II da William Lassell, il quale poi successivamente ordinò i quattro satelliti principali di Urano in funzione della loro distanza dal pianeta individuandoli con i numerali romani e da quel momento Oberon viene riconosciuto come Urano IV. Oberon orbita intorno ad Urano ad una distanza media di 584.000 km risultando così il più distante dei cinque satelliti maggiori del pianeta. Gli altri quattro sono Miranda, Ariel, Umbriel, Titania. La sua orbita ha una modesta eccentricità e inclinazione rispetto all’equatore di Urano. Poiché il suo periodo orbitale di circa 13,5 giorni coincide con il suo periodo di rivoluzione la sua orbita è in rotazione sincrona, cioè il satellite mostra sempre la stessa faccia al suo pianeta. Oberon è per dimensioni il decimo del sistema solare, dopo Ganimede, Titano, Callisto, Io, la nostra Luna, Europa, Tritone, Titania e Rea. La sua densità di 1,63 g/cm3, indica che è costituito in proporzioni quasi uguali di ghiaccio d’acqua e altri elementi non ghiacciati ma più densi, come rocce e materiali ricchi di carbonio inclusi i composti organici. La presenza di ghiaccio d’acqua è confortata da osservazioni spettroscopiche che hanno rivelato la presenza di cristalli di ghiaccio sulla superficie del satellite e la presenza dell’acqua risulta più intensa nell’emisfero anteriore rispetto a quello posteriore e ciò è il contrario di quello che avviene sugli altri satelliti di Urano. Gli scienziati ritengono che Oberon abbia un nucleo interno roccioso circondato da una parte esterna ghiacciata, il cui stato ad oggi non è ancora chiaro. Se il ghiaccio dovesse contenere abbastanza ammoniaca o un altro anticongelante, Oberon potrebbe avere uno strato liquido al confine tra il nucleo e il mantello. Però gli studiosi fanno notare che la struttura interna del satellite dipende molto dalla sua storia termica, che è attualmente poco conosciuta. Ha un grande cratere centrale con il fondo scuro chiamato Amleto, con alla sua sinistra il cratere Otello mentre in alto a sinistra si trova la Mommur Chasma. La sua superficie ricoperta da ghiacci e ricoperta di crateri, non mostra tracce di attività tettonica, ad eccezione della presenza di alcuni materiali scuri che sembrano ricoprire alcuni crateri. Su Oberon si alza verso l’alto una montagna molto alta che raggiunge i 6.000m di altitudine, una altezza molto rilevante se paragonata in proporzione al raggio del satellite. La sua superficie è generalmente di colore rosso, tranne che nelle zone caratterizzate da impatti recenti che presentano colore neutro o bluastro. Oberon quindi, nel complesso, è il più rossastro tra i satelliti maggiori di Urano. L’arrossamento della superficie può essere connesso con l’erosione spaziale causata dal bombardamento della superficie da parte di particelle e micrometeoriti che hanno l’età del sistema solare oppure con l’accrezione di materiale rossastro che arriva presumibilmente dai satelliti irregolari di Urano influendo soprattutto sull’emisfero anteriore. La superficie di Oberon risulta la più craterizzata tra tutti i satelliti di Urano, con una densità che si avvicina alla saturazione. Questa caratteristica vuol dire che esso ha la superficie più vecchia tra i satelliti di Urano e il più grande tra essi misura 206 km di diametro. La sua superficie inoltre è intrecciata da un sistema di canyon, che sono meno sparsi di quelli trovati su Titania. Le uniche immagini avvicinate di Oberon oggi disponibili arrivano dalla sonda Voyager II, che ha ripreso la sua superficie nel corso del suo fly – by il 24 gennaio 1986. La distanza minima di avvicinamento del Voyager II è stata di 470.600 km consentendo di avere immagini con la risoluzione migliore di circa 6 km.