news e esopianeti scoperti

Scoperti nuovi 15 pianeti fuori dal Sistema Solare e uno

potrebbe avere acqua libera

Un gruppo di 15 nuovi pianeti si aggiunge alla folla di quasi 4.000 mondi scoperti negli ultimi anni oltre il Sistema Solare. Orbitano intorno a stelle piccole e fredde, le nane rosse. Uno di loro, battezzato K2-155d e distante circa 200 anni luce dal Sole, potrebbe essere una SuperTerra poiché il suo raggio è 1,6 volte maggiore di quello terrestre, e potrebbe avere acqua liquida perché si trova alla ‘giusta’ distanza dalla stella madre. È quanto emerge da due ricerche pubblicate sull’Astronomical Journal.
I nuovi mondi sono stati scovati dal gruppo dell’Istituto di Tecnologia di Tokyo coordinati da Teruyuki Hirano, grazie ai dati raccolti dal cacciatore di pianeti Kepler nel corso della sua ‘seconda vita’, la missione K2, e alle osservazioni fatte da telescopi terrestri come il Subaru alle Hawaii e il Nordic Optical Telescope (Not) in Spagna.
Le nane rosse sono le stelle più diffuse nell’universo: fredde e piccole, hanno massa tra 0,4 e 0,08 volte quella del Sole.
I 15 pianeti sono stati scoperti grazie alle oscillazioni nella loro luminosità provocate dal transito dei pianeti davanti al loro disco. Secondo i ricercatori adesso è necessario misurare temperatura e raggio della SuperTerra K2-155d e, soprattutto, verificare se abbia un’atmosfera prima di poter affermare con certezza abbia acqua allo stato liquido. In questo potrà essere d’aiuto il potranno arrivare dal nuovo cacciatore di pianeti Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della Nasa, il cui lancio è previsto in aprile.

Articolo tratto da: http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2018/03/13/scoperti-15-mondi-alieni-al-di-fuori-del-sistema-solare_e407e18b-712f-4f08-8787-96d1d65066be.html del 16.03.2018

ExTrA, il cercatore di pianeti a La Silla

Una nuova struttura nazionale è entrata in funzione con successo all’Osservatorio di La Silla dell’ESO. I telescopi di ExTrA cercheranno e studieranno pianeti di dimensioni terrestri in orbita intorno a nane rosse vicine. Il progetto innovativo di ExTrA consente una sensibilità molto migliore rispetto alle ricerche precedenti. Gli astronomi ora hanno un nuovo, potente strumento per la ricerca di mondi potenzialmente abitabili. L’aggiunta più recente all’Osservatorio dell’ESO a La Silla, nel nord del Cile è ExTrA (Exoplanets in Transits and their Atmospheres) che è appena stato messo in opera con successo. ExTrA è progettato per cercare pianeti intorno a nane rosse vicine e studiarne le proprietà. ExTrA è un progetto francese finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche (ERC) e dell’agenzia nazionale francese per la ricerca. I telescopi verranno gestiti a distanza da Grenoble, Francia. Per scovare e studiare gli esopianeti, ExTrA usa tre telescopi da 0,6 metri che controllano regolarmente la quantità di luce ricevuta da diverse nane rosse e cercano una leggera diminuzione di brillanza che potrebbe essere dovuta a un pianeta che passa – o meglio “transita” – di fronte al disco stellare oscurandone parte della luce. Il metodo dei transiti richiede il confronto tra la luminosità della stella sotto indagine e quella di altre stelle di riferimento per individuare cambiamenti anche minuscoli. Ma da terra è difficile realizzare misure di questo tipo, così precise da permettere di rivelare pianeti piccoli, di dimensioni terrestri [1]. Usando un approccio innovativo che utilizza anche le informazioni sulla luminosità della stella in diversi colori, invece, ExTrA riesce a superare alcune di queste limitazioni. I tre telescopi di ExTrA raccolgono la luce della stella bersaglio e di quattro stelle di confronto; questa luce è poi inviata, tramite fibre ottiche, a uno spettrografo multi-oggetto. Questo approccio innovativo di aggiungere informazioni spettroscopiche alla fotometria tradizionale aiuta a mitigare gli effetti dirompenti dell’atmosfera terrestre, nonchè quelli introdotti da strumenti e rivelatori – migliorando la precisione raggiungibile. Poichè un pianeta in transito blocca una frazione maggiore della luce stellare proveniente da una stella piccola, ExTrA si focalizzerà su esempi vicini di uno specifico tipo di stelle piccole e brillanti note come nane M, comuni nella via Lattea. Queste stelle dovrebbero ospitare molti pianeti di dimensioni terresti, rendendoli bersagli primari per gli astronomi che vogliono scoprire e studiare mondi distanti che potrebbero ospitare la vita. La stella più vicina al Sole, Proxima Centauri, è una nana M e in orbita intorno a essa si è scoperto un pianeta di massa terrestre. Trovare questi mondi precedentemente non rilevabili è uno dei due obiettivi principali di ExTrA. Il telescopio studierà anche il pianeta trovato con un certo dettaglio, e permetterà di stabilirne le proprietà e dedurne la composizione chimica per confrontarla con quella della Terra.

Note

[1] Questo approccio, noto come fotometria differenziale, implica l’osservazione della stella bersaglio insieme ad altre stelle vicine nel cielo. Correggendo le variazioni causate in modo simile a tutte le stelle dall’assorbimento dell’atmosfera terrestre, si possono ottenere misure piu accurate per la stella bersaglio. È pur vero che i cali di intensità luminosa prodotti dai pianeti terrestri sono così minuscoli che anche questa tecnica non sempre è sufficiente.

Articolo tratto dal comunicato stampa dell’ESO del 24 gennaio 2018 pubblicato sul sito: https://www.eso.org/public/italy/news/eso1803/

Kepler – 90. La prima stella con 8 esopianeti scovata da Nasa

e Google

La Nasa attraverso il telescopio spaziale Kepler ha scoperto il primo sistema planetario composto da ben 8 esopianeti. Lastella madre, Kepler – 90, era stata già studiata, ma grazie all’intelligenza artificiale di Google si è potuto scoprire l’ottavo pianeta orbitante intorno ad essa. Questa importante singolarità fa gareggiare questa stella con il nostro Sole.
La stella Kepler-90 è lontana la bellezza di 2.545 anni luce da noi, e ha stabilito il di esopianeti orbitanti: 8 pianeti le girano intorno, proprio come gli 8 del nostro Sistema Solare.
La scoperta annunciata dalla NAS è stata resa possibile dall’intelligenza artificiale di Google, che ha scandagliato i dati raccolti da 35.000 potenziali pianeti extrasolari individuati dal telescopio spaziale Kepler.
L’ultimo esopianeta scoperto, Kepler – 90i, ha un diametro del 30% superiore a quello della Terra e si trova nella stessa posizione della nostra Gaia, cioè il terzo posto per distanza dalla propria stella. Al contempo però le è molto vicino, infatti dista poco e cioè ad un decimo della distanza Terra – Sole e gli gira attorno in soli 14,4 giorni.
Gli scienziati che lo hanno studiato pensano che la sua superficie misuri una temperatura di più di 400 gradi e questa è decisamente troppo alta affinché possa ospitare acqua liquida o la vita.
Da molti anni il telescopio Kepler aveva individuato e monitorato il transito dei suoi pianeti, e 7 di loro erano già stati scoperti. È stato necessario il ricorso all’uso dell’intelligenza artificiale per poter elaborare ed estrapolare dall’incredibile quantità di dati l’esistenza di un ottavo piccolo pianeta.
L’incarico è stato dato agli algoritmi dell’intelligenza artificiale di Google, che si è avvalsa dei dati di 15.000 altri sistemi “visti” e osservati da Kepler e dei relativi risultati conseguiti dai ricercatori. Ma non solo, la cooperazione tra Nasa e Google ha permesso di individuare non solo questo pianeta, ma anche un sesto pianeta in un altro sistema planetario situato attorno alla stella Kepler 80.