MIRANDA 

Miranda

Miranda è il più piccolo ed interno satellite di Urano e fa parte delle cinque lune maggiori di esso. Fu scoperto da Gerard Peter Kuiper il 16 febbraio del 1948, dopo la scoperta di Titania e Oberon. Lo stesso scopritore gli diede il nome, in seguito ad una proposta di John Herschel, figlio di William, lo scopritore di Urano, secondo cui tutte le lune di tale pianeta dovevano prendere il nome dei personaggi delle opere di William Shakespeare e Alexander Pope, dell’omonimo personaggio di “La tempesta” di Shakespeare. Così, anche le imponenti formazioni geologiche di Miranda prendono il nome da luoghi delle opere di Shakespeare. È conosciuto anche come Urano V. Ha un diametro di circa 490 km, una massa pari a circa 8∙1.019 kg e una densità di circa 1,3 g/cm3. Il semiasse maggiore della sua orbita misura 130.000 km mentre il periodo di rivoluzione è di 1,41 giorni. Nonostante sia piccolo di grandezza è il satellite di Urano più studiato in quanto la sonda Voyager II gli è passata ad appena 36.000 km di distanza da esso, fotografando i particolari della sua superficie con una risoluzione di quasi 500 km. L’aspetto più sorprendente di Miranda è la sua superficie, unica nel suo genere, dato che sono evidenti più strati sovrapposti di epoche diverse, dalle recenti alle più antiche, solcati dai canyon più profondi del sistema solare, da rupes, da vaste strutture ellissoidali, chiamate coronae, che potrebbero essere l’estremità di diapiri ed essere perciò state prodotte dalla risalita di materiale più caldo dall’interno della luna. I canyon sembrerebbero in realtà dei graben, mentre altre strutture potrebbero essere il risultato di fenomeni legati al criovulcanismo. Miranda, inoltre, è uno dei pochi oggetti del sistema solare che hanno la lunghezza della circonferenza all’equatore minore rispetto alla misura della circonferenza polare.
Alcuni scienziati ritengono che queste strutture possano essere state causate dalle forze di marea generate da Urano, mentre un’altra teoria, considerata ora meno attendibile, suggerisce che Miranda sia il risultato di un primitivo satellite distrutto da un meteorite che ha demolito la luna. I frammenti successivamente si sarebbero riassemblati in posizioni differenti dando origine all’attuale strana morfologia superficiale. Un esempio evidente tra tutte queste strutture è la “Verona Rupes” che, con la sua altezza di 20 km, è la più alta scogliera di tutto il Sistema solare.
Attualmente, le sole immagini riprese da vicino di Miranda provengono dal Voyager II, che le effettuò nel gennaio del 1986 durante il suo sorvolo di Urano. Ma è stato fotografato e perciò studiato solo l’emisfero sud del satellite, perché era la zona illuminata dalla luce del sole durante l’incontro. Le immagini fanno capire che questo satellite nel passato ha avuto un’attività geologica nettamente maggiore rispetto a quella che ha interessato le altre lune del pianeta. La superficie sembra essere fatta di ghiaccio d’acqua mescolato a composti di silicati, carbonati e ammoniaca. La sua orbita, come le altre lune del pianeta, si trova su un piano che è perpendicolare all’orbita del pianeta attorno al Sole. L’inclinazione di Miranda rispetto al piano dell’equatore di Urano è di 4,338° rappresentando così l’inclinazione più accentuata tra le principali lune uraniane.
Oltre al Voyager II nessun’altra sonda spaziale ha mai visitato Urano e Miranda. La Nasa ha in programma la missione “Uranus orbiter and probe”, che prevede il lancio negli anni 2020 – 2023, con lo scopo di approfondire la conoscenza dei satelliti di Urano tra cui Miranda. Miranda è il più vicino al pianeta tra i suoi principali satelliti e poiché ha un’orbita molto inclinata rispetto al piano orbitale di Urano e una eccentricità della stessa superiore a quella delle altre grandi lune di Urano, questi fattori potrebbero essere la causa di risonanze orbitali avute in passato con altre lune di Urano
Miranda è in rotazione sincrona con Urano, per cui la luna volge sempre lo stesso emisfero verso il pianeta. Sulla base dei dati prodotti dalla sonda Voyager 2, la percentuale di rocce sul satellite si aggira tra il 20 e il 40% della massa totale del satellite. Miranda potrebbe perciò avere un nucleo di silicati con un raggio di circa 100 km e un mantello di ghiacci dallo spessore di 135 km.