io

Io

Io è il terzo satellite di Giove in ordine di grandezza, fu’ scoperto da Galileo Galilei il 07 gennaio 1610. Il suo diametro misura 3.630 km e ha una massa di ∿9∙1022 kg.
Alcuni dati: il semiasse maggiore dell’orbita misura circa 422.000 km mentre il periodo di rivoluzione 1,77 giorni. La sua densità pari a ∿3,6 g/cm3 è la più alta tra tutti i satelliti del sistema Solare e questo indica che Io è composto quasi per intero di materiale roccioso. 

Sulla superficie di questo pianetino mancano totalmente i crateri da collisione e questo dimostra che la sua crosta è geologicamente molto giovane. Le ultime ricerche d’altronde hanno evidenziato che su Io non è stata trovata alcuna prova della presenza di acqua in nessuno dei suoi stati. Il satellite è dotato di un’atmosfera assai rarefatta di anidride solforosa. Altra caratteristica di Io è che è l’unico oggetto del sistema solare, di là da della Terra, che indubbiamente possiede vulcani attivi che hanno eruzioni simili a enormi geyser i cui proietti possono raggiungere altezze di centinaia di chilometri verso lo spazio. Il materiale espulso però non è, come invece succede nei geyser della terra, composto di acqua allo stato liquido e di vapore, ma di anidride solforosa che condensa principalmente in piccoli cristalli che poi ricadono sul suolo.
La sua grande attività vulcanica fa pensare agli scienziati che Io si trovi in gran misura allo stato liquido e che verosimilmente al di sotto della sua fina crosta solida ci sia un immenso mondo oceanoso, costituito innanzitutto da zolfo e da composti di questo elemento. Resta veramente stupefacente che su un satellite così “piccolo” esista un vulcanismo così attivo, infatti, gli altri satelliti del sistema solare che hanno simili dimensioni, sono vulcanicamente addormentati da miliardi di anni.

Secondo gli studiosi che lo hanno studiato ciò è dovuto ad una sorgente di energia interna al satellite diversa da quelle presenti negli altri pianeti e satelliti. Si presume che il suo riscaldamento sia il frutto degli effetti connessi all’interazione dei campi gravitazionali di Giove e dei suoi satelliti vicini che sono Europa e Ganimede.Questi ultimi quindi impediscono che il satellite giri intorno a Giove in modo sincrono, cioè rivolgendogli sempre lo stesso emisfero. Pertanto le maree gravitazionali provocate dall’attrazione gravitazionale di Giove, inducono il satellite verso questo stato di riscaldamento che quindi non può fermarsi. Il risultato di tutto ciò è la trasformazione dell’energia meccanica in calore, che conseguentemente va a accendere l’interno del satellite. La potenza pari a ∿100 milioni di megawatt che dà vita al vulcanismo di Io deve perciò essere creata dall’energia del moto di rotazione di Giove e dalla interazione gravitazionale dei due satelliti a Io più vicini.