ganimede

Ganimede

Ganimede è il maggiore tra i satelliti di Giove. Anch’esso fu scoperto da Galilei il 07 gennaio 1610. Il diametro misura 5.262 km e ha una massa di ∿1,5∙1023 kg.
Alcuni dati: il semiasse maggiore della sua orbita misura 1.070.000 km mentre il periodo di rivoluzione è di 7,16 giorni. Dalla sua densità che è di circa 1,9 g/cm3 si può pensare che esso sia composto per circa la metà da ghiaccio e per l’altra metà da materiale roccioso. La riflettività della superficie di Ganimede anche se è, mediamente, del 40%, non risulta però uniforme perché si distinguono sulla superficie del satellite delle parti di superficie che sono più oscure e rispetto ad altre zone più chiare. Queste ultime, in particolare, sono percorse da prolungate catene collinose alte qualche centinaio di metri. Le zone oscure invece differiscono da quelle chiare perché risultano più ricche di crateri. In queste parti del satellite, addirittura, la densità dei crateri da impatto raggiunge, come negli altopiani lunari, la ‘saturazione’.
Questo vuol dire che il numero dei crateri nel complesso non può aumentare ulteriormente in quanto quelli nuovi sono destinati a cancellare quelli precedenti. Gli scienziati analizzando le caratteristiche morfologiche della sua superficie hanno capito che il satellite ha avuto una significativa attività geologica che stando alle stime delle ricerche avrebbe raggiunto la sua intensità massima il primo miliardo di anni della sua vita. Dalle foto e riprese si notano chiaramente le differenze di colore fra le regioni più vecchie e le regioni più giovani. Ciò dipenderebbe anche dal fatto che le zone più giovani sono coperte da ghiaccio più ‘pulito’ perché emesso più di recente e, quindi, è composto in misura minore di detriti creati dagli impatti delle meteoriti.
Ganimède deriva dal greco Γανυμήδης, latinizzato in Ganymedes, e nella mitologia greca è il bellissimo giovane rapito in cielo dall’aquila di Zeus, o da Zeus stesso in forma di aquila, per poi ricoprire il ruolo di coppiere alla mensa degli dèi.