ESOPIANETI…..

Cosa sono gli esopianeti

Anche se per molti un esopianeta è un pianeta con caratteristiche simili a quelle della terra, la vera definizione è un’altra: un esoplaneta è un pianeta che non appartiene al nostro sistema solare ma orbita attorno ad una stella diversa dal Sole. Per essere definito pianeta, un corpo celeste deve rispondere a tre criteri. Il primo è quello di orbitare attorno ad una stella. Se questa stella non è il Sole, il corpo celeste si definisce esoplaneta o pianeta extrasolare. Comunque sia, dando uno sguardo al nostro sistema solare, ci accorgiamo che sono molti gli oggetti che ruotano intorno al Sole. Una di questa categoria sono gli asteroidi. Il secondo criterio è quello secondo cui la massa del pianeta deve essere minore della massa della stella, ma allo stesso tempo maggiore della massa di un asteroide. Infine secondo il terzo criterio non devono esserci altri corpi celesti sulla stessa orbita. Questo è il motivo per cui Plutone per ciò che riguarda la sua catalogazione viene considerato un pianeta nano. Nell’universo ci sono miliardi e miliardi di stelle per cui non è difficile pensare che  ci siano altrettanti esopianeti da scoprire. Finora gli scienziati ne hanno scoperti migliaia e l’inizio dell’indagine è cominciata appena una ventina di anni fa.

 

Metodi di ricerca 

Esistono diversi metodi di ricerca. Il primo metodo si fonda sullo studio dei movimenti di una determinata stella che si decide di osservare. Poiché un pianeta è troppo piccolo da osservare dalla nostra distanza non è possibile studiarlo “classicamente” secondo i normali strumenti dalla terra o dai satelliti localizzati nella sua vicinanza. Quello che invece potrebbe essere analizzato è il suo spettro di emissione. Dato che la stella intorno alla quale orbita, il suo spettro produrrà il cosiddetto effetto Doppler con il quale conoscendo la massa della stella e il suo periodo di rotazione, uno può calcolare la massa del pianeta. La metà degli esopianeti conosciuti è stata scoperta usando questo metodo. Il secondo metodo è più complesso. Si concentra sull’osservazione del modo in cui l’ombra di un pianeta si muove in relazione alla forma discoidale della stella. Se dovessimo allineare un telescopio con il piano orbitale del pianeta, potremmo osservare che prima o poi la luminosità della stella diminuisce, a causa dell’eclisse parziale della stella a causa del passaggio del pianeta attorno alla stella. Il lato negativo più importante di questo metodo è che il bagliore diminuisce solo di un 0,0002% e questo spiega la necessità di un insieme di apparecchiature di alta precisione. Secondariamente la stella potrebbe avere delle sue macchie per via delle quali potrebbero essere scambiate per il passaggio del pianeta. Un altro metodo è chiamato microlensing. Secondo la teoria della gravità, i corpi creano con il loro peso una distorsione nello spazio circonstante (quanto più pesante è un corpo celeste, più profonda sarà la distorsione). Conseguentemente, se un grande oggetto passa tra il ricercatore e un oggetto di ricerca, la distorsione che ne consegue potrebbe portare alla registrazione di un bagliore diverso a seconda dell’oggetto studiato. Questo bagliore potrebbe essere visto solo se la luminosità dell’oggetto è debole. Poiché queste condizioni sono sfavorevoli, è difficile che questo accada, quindi gli astronomi dovranno osservare molte stelle allo stesso tempo in attesa del bagliore che potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Il sistema del microlensing è considerato un valido e utile sistema per gli astronomi, in primo luogo perché è il metodo di ricerca più affidabile e in secondo luogo per via del fatto che il telescopio usato per la ricerca degli esopianeti non è necessario che si allinei al piano orbitale della stella. Il quarto metodo di scoperta è ma anche funzionale. Esso scova la presenza di un pianeta extrasolare grazie allo studio dell’attività della stella. Si basa sul concetto secondo il quale se si osserva l’attività periodica di una stella, si può verificare se il ciclo è variato per qualche motivo. La ragione è piuttosto semplice: se c’è un altro corpo celeste che esercita un’influenza sull’attività della stella, questo con molta probabilità è un esopianeta. Questo metodo è molto pratico al fine di scoprire gli esopianeti che orbitano attorno a stelle che si caratterizzano da cicli rigidi e cadenzati.