esopianeti simili alla terra

Sistema Trappist – 1. I pianeti leggeri e “acquosi”

Trappist – 1 è una stella nana bruna molto più piccola e meno luminosa del Sole, distante circa 40 anni luce dal sistema solare che si trova nella costellazione dell’Aquario. Attraverso degli studi compiuti tra il 2016 e 2017 fu’ annunciata la scoperta, attraverso il metodo del transito, di sette esopianeti dalle dimensioni simili alla Terra orbitanti attorno ad essa.
Sui pianeti di Trappist – 1 c’è così tanta acqua che la vita non può svilupparsi. Ed è questo quanto è emerso dagli studi dei scienziati che lo hanno studiato, grazie a osservazioni eseguite con il telescopio spaziale Hubble.
Dalle innumerevoli osservazioni effettuate fino ad oggi si deduce che i pianeti attorno a Trappist –1 sono tutti più o meno simili alla Terra come dimensioni. In particolare sei sono rocciosi, alcuni posseggono una grande quantità di acqua e per di più risultano essere “leggeri”, dato che dalla massa e volume, sembrano essere meno densi della roccia.
I pianeti relativamente più asciutti, quelli interni denominati “b” e “c” sono composti solo, per così dire, per il 15% della loro massa da acqua. La Terra, a paragone, ha lo 0,02% di acqua rispetto alla sua massa totale. I pianeti esterni “f” e “g” presentano, invece, più del 50% di acqua rispetto alla massa.
Si tratta ovviamente di stime, che rendono però bene l’andamento generale. Per alcuni scienziati questa abbondanza di acqua non è positiva per lo sviluppo dell’eventuale abitabilità. Un pianeta ricchissimo di acqua potrebbe non essere dotato degli cicli geochimici necessari alla vita.
Secondo le ricerche degli scienziati che li hanno studiati i pianeti più interni avrebbero potuto avere nel passato ancora più acqua di quella osservabile oggi a causa delle più intense radiazioni emesse dalla loro stella madre.

K2 – 155d, una Super Terra con acqua e vita?

Verificando i dati della missione K2 della NASA (la seconda fase della missione Kepler della Nasa) e quelli ottenuti da alcuni telescopi sulla Terra un gruppo di astronomi giapponesi ha convalidato l’esistenza di 15 nuovi esopianeti, tra i quali vi è una Super Terra che stando alle ricerche effettuate potrebbe ospitare acqua e forse la vita.
La stella nana rossa K2 – 155 attorno a cui ruota questo interessante pianeta è distante 200 anni luce dal nostro sistema solare ed è parte di un gruppo di ben 15 pianeti. Questo pianeta è K2 – 155d, è il più esterno di tutti ed è grande 1,6 volte la nostra Terra. Secondo gli astronomi ci potrebbero essere le condizioni migliori per ospitare forme di vita. Orbita molto probabilmente attorno alla cosiddetta fascia abitabile. Le tracce relative all’esistenza dei 15 esopianeti erano state già fornite, da ricercatori dell’Institute of Technology di Tokyo, che ha confermato i dati della missione K2 della NASA K2 incrociandoli con quelli di telescopi terrestri, come il Subaru Telescope delle Hawaii e il Nordic Optical Telescope (NON) in Spagna.
Gli scienziati hanno analizzato attentamente le nane rosse, le stelle più comuni nell’Universo, rappresentano ad esempio tra il 70 e l’80 percento di tutte le stelle presenti nella Via Lattea. Questo tipo di stelle sono caratterizzate da temperature relativamente basse e hanno una massa molto minore di quella del Sole. La più interessante tra quelle studiate dal gruppo è proprio K2 – 155.
Gli orbitano attorno tre Super Terre, fra le quali si annovera quella potenzialmente abitabile. Gli scienziati hanno effettuato delle simulazioni climatiche modellizzate prendendo i dati atmosferici a disposizione e sono arrivati a capire che K2 – 155d potrebbe avere caratteristiche simili a quelle terrestre, anche se non ci sono garanzie, per ora, riguardo questi risultati.
Fino ad oggi sono stati confermati migliaia di esopianeti, scoperti da Kepler nella maggior parte dei casi col metodo del transito. Con la missione K2, iniziata nel 2013, vengono scovati continuamente nuovi corpi celesti, i cui numeri saranno destinati a crescere in maniera esponenziale. I dettagli della ricerca giapponese sono stati pubblicati sulla rivista astronomica “The Astronomical Journal”.

Ross 128b, l’esopianeta dal clima temperato

Ross 128 b è stato riconosciuto nella costellazione della Vergine a solo 11 anni luce da noi. Appare come un pianeta simile alla Terra, dal clima temperato e sembra non essere investito dalle radiazioni emesse dalla sua stella, cosa che causerebbe lo sterminio delle forme di vita nascenti.Orbita attorno a una piccola stella nana rossa dal nome Ross 128 chiamata anche Proxima Virginis perché è la più vicina tra quelle che formano la costellazione della Vergine). L’identificazione è dovuta ad un gruppo di astronomi dell’Université Grenoble Alpes e dell’Università di Ginevra che lo hanno descritto sulla rivista specializzata “Astronomy & Astrophysics”. Dalle ricerche degli studiosi è emerso che Ross 128b è il pianeta dal clima più simile al nostro dopo quello di Proxima b, ma a differenza di quest’ultimo, secondo i suoi scopritori, ha maggiori probabilità di sostenere la vita. Anche Proxima Centauri, stella ospitante Proxima b, è una nana rossa, ma, poiché è soggetta a periodici e intensi brillamenti stellari, capaci di inondare il pianeta di raggi X e ultravioletti, è molto probabile che questo sia la causa contemporaneamente dell’annichilimento delle eventuali forme di vita presenti su Proxima b.Ross 128 è al contrario una stella molto più tranquilla ed ha una temperatura superficiale di poco superiore alla metà di quella del Sole. Ed è proprio per questa ragione che, nonostante Ross 128b sia ben 20 volte più vicino alla sua stella di quanto lo sia Gaia dal Sole, riceve solo il 38 per cento di radiazioni in più rispetto al nostro pianeta. Analizzando inoltre i dati disponibili gli scienziati hanno potuto calcolare attraverso l’uso di modelli computerizzati che, le temperature del pianeta dovrebbero altalenare tra i – 60 e + 20 gradi centigradi. Quindi da queste considerazioni si può ragionevolmente immaginare che, benché non sia ancora certo che l’oggetto celeste sia posizionato nella famosa “zona abitabile”, quella zona cioè che ammette la presenza di acqua allo stato liquido in superficie, è probabile che abbia un clima che si avvicina a quello del nostro pianeta. La scoperta si è avuta nel 2017 dopo dieci anni di osservazioni e intenso monitoraggio con H.A.R.P.S. (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), uno spettrografo di notevole accuratezza del telescopio dell’ESO di 3,6 metri di diametro dell’Osservatorio di La Silla, in Cile. In futuro i programmi riservano il suo studio a cura dell’Extremely Large Telescope (E.L.T.), la cui entrata in servizio è prevista per il 2024. Secondo le caratteristiche di questo enorme telescopio, questo potrebbe essere capace di esaminare l’atmosfera del pianeta e scandagliarla alla ricerca di eventuali biomarcatori.Un’ulteriore nota curiosa di questo sistema planetario è che Ross 128 si sta dirigendo verso la nostra direzione, e secondo le stime effettuate in soli 79.000 anni dovrebbe vincere la gara tra gli esopianeti più vicini alla Terra, ora vinta da Proxima b.