esopianeti eccentrici

55 Cancri e, il pianeta “diamante”

I ricercatori della Yale University hanno scoperto la rara composizione chimica di 55 Cancri e un pianeta scoperto nel 2004.
Il pianeta di diamante è situato relativamente vicino alla Terra: si trova a una distanza di 40 anni luce dal nostro pianeta, nella costellazione del Cancro. Quando il cielo è buio, la stella ospite di 55 Cancri e è chiaramente visibile a occhio nudo.
La superficie di 55 Cancri e, composta in gran parte da grafite, circonda uno spesso strato di diamante.
L’universo è diventato decisamente più Paperon de’ Paperoni grazie alla scoperta della composizione chimica di questo pianeta.
55 Cancri e, è un pianeta roccioso ed è grande due volte la Terra ma ha otto volte la massa del nostro pianeta, caratteristiche che lo rendono una cosiddetta “super Terra”. Poiché questo pianeta impiega soltanto 18 ore per compiere un’orbita intorno alla sua stella, le temperature di superficie raggiungono livelli elevatissimi di circa 2.150° C (condizione che rende con molta probabilità il pianeta inospitale per la vita). Ma il mix di temperature alte e carbonio rende il pianeta una condizione ideale per la nascita dei diamanti.
Il telescopio spaziale Spitzer della Nasa ha raccolto i dati riguardanti la distanza orbitale e la massa del pianeta e, grazie ai modelli informatici risultanti, i ricercatori hanno stimato la composizione chimica di 55 Cancri e.
Le conclusioni cui si è giunti grazie a questa nuova ricerca collimano con gli studi precedenti che avevano dimostrato che la stella madre di 55 Cancri e era ricca di carbonio, molto di più del nostro Sole.
E’ probabile che se si ipotizza che la stella madre e i suoi pianeti orbitanti si siano originati dallo stesso disco di materiale primordiale, allora ha senso ipotizzare anche che tutto il sistema planetario sia ricco di carbonio.
A differenza del nostro Sistema Solare che è costituito soprattutto da ossigeno e silicati, questo sistema planetario è invece ricco di carbonio. La scoperta di questo pianeta può sicuramente migliorare le nostre conoscenze sull’origine e evoluzione dei sistemi planetari e non rappresenta un importante esempio per comprendere la immensa diversità dei pianeti che popolano l’universo.

GJ 1214 b, il pianeta “d’acqua”

Il telescopio spaziale Hubble ha convalidato l’esistenza di un pianeta fatto in gran parte d’acqua, che si trova nella costellazione dell’Ofiuco o Serpentario, a circa 40 anni luce dalla Terra. E’ stato scoperto nel 2009. Si chiama GJ 1214b ed è un “personaggio” tra i pianeti extrasolari. E’ più grande della nostra terra, per questo è definito “Super Terra”, ma è più piccolo dei giganti di gas come Giove. Ha una particolarità veramente straordinaria: sembra essere costituito da tanta acqua, moltissima acqua.
Inizialmente si era pensato che fosse circondato da una densa nebbia di idrogeno ed elio. Soltanto successivamente, grazie alle osservazioni del telescopio Hubble durante il transito del pianeta davanti alla stella madre, è arrivata la conferma relativamente alla sua composizione: dallo spettro di luce osservato durante i vari passaggi, gli astronomi hanno stabilito che GJ 1214b ha una densa atmosfera di vapore d’acqua. Questa ipotesi molto affascinate e appassionante è stata confermata dai dati sperimentali.
GJ 1214b sembra molto diverso da tutti gli altri pianeti extrasolari che si conoscono. Orbita molto vicino alla sua stella, una nana rossa ed ha una temperatura sulla sua superfice che è stimata intorno ai 230 gradi, per cui non si trova nella cosiddetta fascia di abitabilità.
La sua densità è di solo 2 grammi per centimetro cubo, mentre quella della Terra è di 5,5 (l’acqua allo stato liquido ha densità 1). Dunque GJ 1214b sembra avere molta più acqua di quanta ce ne sia sul nostro pianeta e molta meno roccia. Una domanda fondamentale che potrebbe essere fatta è di che tipo di acqua è solcata la sua superfice. Secondo alcuni ricercatori le elevate temperature così come le pressioni elevate potrebbero originare materiali esotici, come il cosiddetto “ghiaccio bollente” o “l’acqua superfluida”.

HD 80606 b, il pianeta “strambo”

Il telescopio orbitante della NASA Spitzer ha studiato nel dettaglio la bizzarra orbita di HD 80606 b, studiato dai ricercatori del MIT, dello Space Telescope Science Institute e della University of California a Santa Cruz. E’ un pianeta simile a Giove per via delle sue dimensioni, ma è allo stesso tempo 4 volte più massiccio. Fu’ scoperto nel 2001, dista dalla Terra 190 anni luce e si trova nella costellazione dell’Orsa Maggiore.
Ma cosa avrà mai così di speciale HD 80606 b da meritare la sua fama di pianeta “strambo”? La risposta si trova nella sua orbita, che è eccezionalmente eccentrica: invece di avere un’orbita quasi circolare o leggermente ellittico, questo esopianeta viaggia nello spazio secondo traiettoria fortemente oblunga. Impiega circa 100 giorni del suo anno lontano dalla stella madre, per poi, nel giro di appena 20 ore, ripassarci vicino, fino quasi a toccarla, prima di allontanarsi via di nuovo. Chiaramente al suo massimo avvicinamento, il pianeta viene irradiato da una quantità enorme di energia, circa un migliaio di volte l’energia che la Terra riceve dal Sole ogni giorno.
Gli scienziati hanno registrato le sue variazioni di temperatura nelle fasi di avvicinamento e di allontanamento, determinando sia che la temperatura raggiunta dal lato rivolto verso la stella arriva fino a 1400 gradi Kelvin, cioè 1120 gradi centigradi, ma anche che queste temperature cocenti sono di breve durata. Inoltre, il pianeta si raffredda in poco meno di 10 ore mentre si distanzia dalla sua stella, diminuendo sempre di più la temperatura, tanto da diventare addirittura invisibile a Spitzer per il resto della sua orbita. Questo ciclo dura 111 giorni.
Secondo i ricercatori la sua velocità di rotazione e dunque il suo giorno è di 90 ore, mentre, sempre i loro studi, HD 80606 b potrebbe mantenere la sua orbita così eccezionalmente eccentrica per altri 10 miliardi di anni.