dione 

Dione 

Dione il quarto satellite di Saturno in ordine di grandezza dopo Titano, Rea e Giapeto. Fu scoperto dall’astronomo italiano Giovanni Domenico Cassini nel 1684. Dione deriva dal greco Διώνη ed era un’antichissima divinità greca, quale moglie di Zeus venerata al suo fianco nel culto di Dodona. Questo satellite vien anche indicato come Saturno IV. Il suo diametro è di 1.120 km, ha una massa di ~1.021 kg e la sua densità misura di ~1,4 g/cm3. Il semiasse maggiore dell’orbita misura 377.396 km ed è circa il 2% inferiore rispetto a quello della luna attorno alla Terra, mentre il periodo di rivoluzione è di 2,74 giorni. La sua superficie è per la maggior parte costituita da ghiaccio. Poiché la temperatura su Dione è bassissima, circa – 173° corrispondenti a 100K, la crosta è così ghiacciata che conserva il segno dei crateri prodotti dalle meteoriti cadute 4 o più miliardi di anni fa.
Dato che Saturno ha una massa maggiore, il periodo orbitale di Dione è comunque solo un decimo di quello della Luna. Dione è in rapporto di risonanza orbitale di 1:2 con Encelado, cioè completa un’orbita attorno a Saturno mentre Encelado ne completa due. Dione ha due satelliti co – orbitali, o troiani, Elena e Polluce. Come gli altri satelliti maggiori di Saturno, Dione è in rotazione sincrona rispetto a quest’ultimo e volge sempre la stessa faccia al pianeta.
Dagli studi risulta che Dione è fatto principalmente di ghiaccio d’acqua, infatti ad una profondità di quasi 100 km contiene un oceano di acqua. Ma al tempo stesso essendo il più denso tra i satelliti di Saturno, eccetto Titano, gli studiosi ritengono che al suo interno ci sia anche una quantità notevole di materiale più denso, come i silicati, che rappresentano quasi un terzo della massa del satellite.
Dione ha distribuzioni di albedo tali che denunciano una notevole varietà di terreni. Esso e caratterizzato da una evidente suddivisione fra l’emisfero anteriore e quello posteriore. Quello anteriore è pesantemente craterizzato ed uniformemente brillante mentre quello posteriore, contrariamente, ha un aspetto particolare, perché presenta una rete di brillanti e sottili striature su uno sfondo scuro che si stende sopra i crateri, ciò indicando che si ha di fronte una composizione geologica più recente. Gli scienziati pensano che si tratti di dirupi di ghiaccio.
La sonda Cassini ha effettuato più fly-by del satellite, uno lo ha fatto il 13 dicembre 2004. Le immagini inviate dalla sonda fanno vedere che le strisce sono delle rupi scoscese ricoperte di ghiaccio invece che depositi di ghiaccio, come si credeva. Le striature sono state create, secondo gli scienziati, da fratture tettoniche, rivelando che il satellite è un oggetto dilaniato da enormi fratture nell’emisfero posteriore. La sonda Cassini ha effettuato un altro e più ravvicinato fly-by l’11 ottobre 2005, ad una distanza incredibile di soli 500 km dalla superficie.
Nel passato l’emisfero posteriore di Dione è stato soggetto ad un poderoso bersagliamento meteorico, che ha creato numerosi crateri più grandi di 100 km di diametro mentre l’emisfero anteriore esibisce crateri che sono nell’ordine dei 30 km di diametro. Anche su Dione come su Callisto mancano le strutture che circondano di solito i crateri sulla Luna e su Mercurio, molto probabilmente a causa del franamento nel tempo della debole crosta ghiacciata.